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Premio Acqui Storia 2026: Annunciati i vincitori della 59ª Edizione

Tre giornate di incontri, cinema, teatro e memoria accompagneranno la cerimonia del 17 ottobre al Teatro Ariston
Data:
Martedì, 22 Settembre 2026
Premio Acqui Storia 2026: Annunciati i vincitori della 59ª Edizione

Descrizione

Acqui Terme si prepara a celebrare la storia e i suoi grandi interpreti. Il Premio Acqui Storia, giunto alla 59ª edizione, annuncia i vincitori del concorso letterario e un ricco calendario di appuntamenti collaterali. Con 223 volumi candidati, provenienti da case editrici di rilievo nazionale e internazionale, il Premio conferma il proprio ruolo tra i più prestigiosi riconoscimenti italiani dedicati alla saggistica e alla narrativa di argomento storico. Un risultato che testimonia la vitalità della storiografia contemporanea, il crescente interesse del pubblico e del mondo accademico per il dibattito storico e la credibilità conquistata dalla manifestazione quale punto di riferimento per la ricerca e la divulgazione.

Dopo la selezione dei finalisti, le Giurie hanno proclamato i vincitori: Fulvio Conti con Massoneria e fascismo. Dalla Grande Guerra alla messa al bando delle logge, Carocci Editore – Frecce, per la Sezione Storico-scientifica; Carlo Greppi con Figlia mia. Vita di Franca Jarach, desaparecida, Giuseppe Laterza & Figli, per la Sezione Storico-Divulgativa; Lorenzo Pavolini con Mille, Marsilio Editori, per la Sezione Romanzo Storico; Nicoletta Verna con L'inverno delle stelle, Rizzoli, per la nuova Sezione Ragazzi.


Per il Concorso Scolastico Nazionale History Lab si aggiudicano il podio: 1° classificato IIS Algeri Marino, Classe III sez. L Liceo Scientifico, Casoli (CH), con Sant'Agata, 21 gennaio 1944. L'alba di cenere e silenzio; 2° classificato IIS Rita Levi Montalcini, Classi III e IV del Plesso Economico del RLM, Acqui Terme (AL), con Resistere al Confino: Camilla Ravera, Umberto Terracini e l'art. 16 della Costituzione; 3° classificato ITE E. Tosi, Busto Arsizio (VA), con Il peso della scelta: oltre la Resistenza.

 

Completano il quadro dei riconoscimenti le menzioni speciali assegnate a Gianluca Buttolo per Stan&Ollie, Renoir Comics, e a Carlo Greppi per Le scarpe di Lorenzo. Storia dell'uomo che salvò Primo Levi, Rizzoli.

 

L’appuntamento clou è fissato per sabato 17 ottobre alle ore 17.00 al Teatro Ariston di Acqui Terme, in Piazza Matteotti, dove si svolgerà la cerimonia di premiazione della 59ª edizione. A condurre l’evento sarà Roberto Giacobbo, giornalista, docente universitario, conduttore e autore televisivo di programmi di successo come “Freedom – Oltre il confine”. Il Piccolo sarà Media Partner dell’iniziativa e ne garantirà un’ampia valorizzazione attraverso i propri canali informativi.

 

Sul palco saliranno gli autori vincitori delle quattro sezioni — Storico-scientifica, Storico-divulgativa, Romanzo storico e Ragazzi e i premiati dei riconoscimenti speciali “Testimone del Tempo” e “Premio alla Carriera”, tradizionalmente riservati a personalità che, nel mondo della cultura, della politica, del giornalismo, dell’arte, della scienza e dello spettacolo, abbiano contribuito a interpretare e raccontare gli avvenimenti della storia e della società contemporanea. Sarà attribuito anche il premio speciale “La Storia in TV”, destinato alle trasmissioni televisive di carattere storico-divulgativo.

Non solo una premiazione, ma un vero festival della storia. Le giornate conclusive daranno vita a un contenitore culturale articolato in mostre, presentazioni di libri, incontri con gli autori, tavole rotonde, cinema, teatro e occasioni di approfondimento. Una formula dinamica e inclusiva, pensata per coinvolgere studiosi, appassionati, studenti, famiglie e cittadini e trasformare Acqui Terme in un luogo di confronto vivo tra memoria, ricerca e presente.

 

La Rosa Bianca: una mostra sulla libertà e sulla responsabilità. Da giovedì a sabato il programma propone la mostra dedicata alla Rosa Bianca, presso la Scuola primaria G. Saracco, Via XX Settembre. Orari di apertura: giovedì 15 ottobre e venerdì 16 ottobre dalle ore 8,45 alle ore 12 e dalle ore 16,30 alle ore 19,00; sabato 17 ottobre dalle ore 8,30 alle ore 12,30 e dalle ore 14 alle ore 20.00. Nelle giornate di venerdì 16 ottobre e sabato 17 ottobre sarà possibile programmare visite guidate grazie alla presenza del dott. Umberto Lodovici, responsabile della mostra, che accompagnerà i visitatori nel percorso.

Visite guidate e accesso libero permetteranno alle classi delle scuole superiori e ai visitatori individuali di conoscere motivazioni, obiettivi e protagonisti del gruppo di resistenza della Rosa Bianca. Il percorso ricostruirà la distribuzione dei volantini, gli arresti e i processi davanti al Tribunale del Popolo. Concessa dalla Fondazione Rosa Bianca di Monaco di Baviera, la mostra offre un itinerario storico e biografico nella resistenza al nazionalsocialismo attraverso le vicende dei fratelli Scholl, Willi Graf, Kurt Huber e Alexander Schmorell, fino ai drammatici arresti e alle condanne a morte. Tra il 1942 e il 1943 alcuni studenti e un professore di filosofia dell’Università Ludwig-Maximilian di Monaco di Baviera chiamarono alla resistenza contro la dittatura nazista attraverso la diffusione di volantini. Mossi da ragioni religiose e umanitarie, denunciarono la guerra, l’oppressione e i crimini del regime. Scoperti e denunciati alla Gestapo, furono condannati a morte e giustiziati. Avevano scelto di raccontare la realtà per quella che era: la guerra era persa e occorreva porre fine a un regime sanguinario. Si rivolsero alla parte migliore del popolo tedesco, invitandola alla resistenza pacifica, consapevoli che una dittatura non vive soltanto della forza esercitata dall’alto, ma anche del servilismo, della passività e dell’indifferenza. Credevano nell’indignazione come prima forma di azione politica. Furono sconfitti, arrestati e condannati dopo un processo farsa; ma il loro messaggio resta. La loro vita è divenuta un inno alla libertà e alla responsabilità e oggi la Rosa Bianca è simbolo di indipendenza spirituale, libertà e tolleranza: un invito senza tempo a difendere la dignità umana e a impegnarsi contro discriminazione, razzismo e violenza.

 

Cefalonia, giustizia e memoria. Giovedì 15 ottobre alle ore 9.45, al Teatro Ariston, si terrà il convegno sui fatti di Cefalonia, “Cefalonia, giustizia e memoria”, rivolto agli studenti degli Istituti Superiori. Interverranno il dott. Marco De Paolis, Procuratore Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di Roma, e il dott. Renzo Parodi, giornalista e scrittore, già caporedattore de Il Secolo XIX di Genova. Il Procuratore Militare Marco De Paolis racconta come è riuscito a istruire i processi per individuare e condannare i colpevoli delle stragi naziste rimaste per anni impunite. Gli ergastoli comminati sono stati 57, le indagini circa 500. Ripercorre il modus operandi e gli iter che lo hanno portato a perseguire, processare e condannare i responsabili di quelle stragi e di quegli eccidi, attraverso una imponente attività giudiziaria snodatasi in oltre sedici anni fra le procure militari di La Spezia, Verona e poi Roma. Al silenzio della vergogna. “…. anche quando ci si trova di fronte a un male così grande, se non si ha la forza di allontanarlo da sé o di combatterlo, la tentazione può essere quella di normalizzarlo, cioè di farlo diventare una normale vicenda quotidiana della vita. Certamente, l'operazione è più problematica quando il male si è infiltrato e strutturato. È fondamentale coltivare la cultura dei diritti umani e l’etica dell'uomo per potersi accorgere del pericolo quando la fiamma del male è ancora piccola. Quando è già un incendio, spegnerla diventa un'impresa ardua... E la coltivazione di questa cultura dei diritti, della pace e della solidarietà, va iniziata soprattutto con i bambini e i ragazzi”. In una stanza dimenticata, dentro a un armadio chiuso con un lucchetto e con le ante verso il muro, c’erano nascosti centinaia di fascicoli. Sui fogli ingialliti dal tempo erano riportati nomi, testimoni, fotografie, mappe e interrogatori riguardanti centinaia di presunti colpevoli degli eccidi nazifascisti, compiuti durante l’Occupazione del nostro Paese, dal 1943 al 1945. Marco De Paolis ha deciso di girare quell’armadio, forzare il lucchetto e sfogliare quei documenti, dando inizio a una serie di investigazioni e processi per individuare i responsabili e consegnarli alla Giustizia. La sua è la storia di una vita al servizio dello Stato, fatta di tanti sacrifici personali e piena di pericoli, ma guidata da un forte senso del dovere e un sogno: quello di dare risposte ai discendenti delle vittime e dare voce e dignità a chi ha subito le più indicibili ingiustizie.

 

Al centro dell’incontro, il metodo investigativo e gli iter giudiziari che hanno restituito voce alle vittime e consegnato i colpevoli alla giustizia. «Anche quando ci si trova di fronte a un male così grande, se non si ha la forza di allontanarlo da sé o di combatterlo, la tentazione può essere quella di normalizzarlo, cioè di farlo diventare una normale vicenda quotidiana della vita. Certamente, l'operazione è più problematica quando il male si è infiltrato e strutturato. È fondamentale coltivare la cultura dei diritti umani e l’etica dell'uomo per potersi accorgere del pericolo quando la fiamma del male è ancora piccola. Quando è già un incendio, spegnerla diventa un'impresa ardua. E la coltivazione di questa cultura dei diritti, della pace e della solidarietà va iniziata soprattutto con i bambini e i ragazzi». In una stanza dimenticata, dentro un armadio chiuso con un lucchetto e rivolto con le ante verso il muro, erano nascosti centinaia di fascicoli. Sui fogli ingialliti comparivano nomi, testimonianze, fotografie, mappe e interrogatori relativi ai presunti responsabili degli eccidi nazifascisti compiuti durante l’Occupazione, dal 1943 al 1945. Marco De Paolis scelse di aprire quell’armadio, forzare il lucchetto e riportare alla luce quei documenti, avviando indagini e processi per identificare i responsabili e consegnarli alla giustizia. La sua è la storia di una vita al servizio dello Stato, segnata da sacrifici personali e pericoli, ma guidata da un forte senso del dovere e da un obiettivo preciso: offrire risposte ai discendenti delle vittime e restituire voce e dignità a chi aveva subito le più indicibili ingiustizie.

 

Cinema e memoria. Nel pomeriggio di giovedì 15 ottobre, alle ore 13.50, il Teatro Ariston ospiterà la proiezione del film “I nostri anni” di Daniele Gaglianone, in versione restaurata, seguita da un dibattito con il regista.

A 25 anni dall’uscita torna in sala, in versione restaurata, “I nostri anni”, lungometraggio d’esordio di Daniele Gaglianone, presentato nel 2000 al Torino Film Festival e nel 2001 alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, dove vinse la Sacher d’Oro come migliore opera prima. Il film, un inno alla Resistenza e una profonda riflessione sulla violenza e sulla guerra, è prodotto da Gianluca Arcopinto, distribuito da Kio Film e restaurato in 4K dal Museo Nazionale del Cinema grazie al progetto europeo A Season of Classic Films, iniziativa dell’ACE – Association des Cinémathèques Européennes – sostenuta dal programma MEDIA EU Creative Europe.

Girato interamente in Valchiusella, area montana della provincia di Torino e luogo simbolico della lotta partigiana, il film racconta Alberto e Natalino, ex partigiani uniti da una profonda amicizia ma approdati, da anziani, a vite opposte: uno isolato in montagna, l’altro in un pensionato. L’intervista di un ricercatore riporta Natalino ai ricordi della Resistenza, mentre Alberto stringe un legame con Umberto, un anziano paralizzato, senza sapere che è il responsabile della morte dei loro compagni. Il passato riaffiora con violenza e riapre ferite mai rimarginate. Quando scopre la verità, Alberto vuole vendicarsi, ma Natalino lo accompagna in un viaggio sospeso tra memoria e realtà. Insieme ritrovano nei ricordi un modo per riscrivere il dolore del passato.

 

Il teatro civile racconta Matteotti. Sempre giovedì 15 ottobre, il programma propone uno spettacolo per gli studenti degli Istituti Superiori al mattino e per l’intera cittadinanza in serata. “106 Garofani Rossi. Velia e Giacomo, l’Antifascista”, opera del drammaturgo Sergio Angelo Notti, interpretata da Gianni Masella e Monica Massone e in tournée nazionale, andrà in scena alla Sala Kaimano alle ore 10.00, per gli studenti, e alle ore 21.00, con ingresso aperto alla cittadinanza, grazie al supporto del Rotary Club Acqui Terme.

Su un grande piano di lettura, il palcoscenico accosta due realtà: da una parte Velia Titta, la moglie di Giacomo Matteotti; dall’altra i sicari che si preparano a eliminare chi ha osato sfidare il regime con dure parole di condanna. Il numero 106 richiama gli interventi pronunciati da Giacomo Matteotti alla Camera prima del suo barbaro assassinio e dà il titolo a questo atto d’accusa. La pièce prende avvio da un fatto di cronaca riportato da un giornale del 1967: «Un uomo muore, a 73 anni, fulminato da una scarica elettrica mentre cambia una lampadina nella sua casa». Quell’uomo era Amerigo Dumini, a capo del gruppo formato dagli squadristi Albino Volpi, esecutore materiale dell’omicidio, Giuseppe Viola, Augusto Malacria e Amleto Poveromo, che il 10 giugno 1924 sequestrarono e uccisero Giacomo Matteotti. Il lavoro teatrale scava nella polvere del tempo per restituire un Giacomo Matteotti diverso, colto nella quotidianità familiare attraverso la fitta corrispondenza con la moglie Velia. Il racconto, volutamente non lineare, conduce lo spettatore oltre la cronaca tragica del 10 giugno 1924, alla ricerca di un’umanità lontana da ogni falso sentimentalismo. L’opera si propone come teatro di impegno civile, attraverso un linguaggio storicamente fondato e passaggi verosimili. Una scena spoglia, nessuna rappresentazione della morte né compiacimento voyeuristico: a sostenere la tensione drammatica sono la forza delle parole e i rumori della vita.

 

Venerdì 16 ottobre: gli autori incontrano gli studenti. Alle ore 9.40, al Teatro Ariston, si terrà il tradizionale incontro degli autori vincitori con gli studenti. Nel pomeriggio, alle ore 13.50, avrà luogo la premiazione dei vincitori della sezione History Lab, accompagnata dalla proiezione di tutti i video partecipanti e introdotta dall’intervento del professor Gianni Oliva per l’80° anniversario della Repubblica.

 

«Il Premio Acqui Storia è uno dei simboli più autorevoli della nostra città e un’occasione straordinaria per portare Acqui Terme al centro del dibattito culturale nazionale. La qualità delle opere premiate, la partecipazione delle scuole e la ricchezza del programma testimoniano una manifestazione capace di unire memoria, conoscenza e futuro. Ringrazio le Giurie, gli autori, gli istituti, i sostenitori e tutte le persone che rendono possibile questa 59ª edizione», ha dichiarato il Sindaco di Acqui Terme, dott. Danilo Rapetti Sardo Martini.

 

«Anche quest'anno il Premio Acqui Storia presenta un panel di incontri di assoluta eccellenza, con un programma che va dai libri di forte impegno civile e sociale, al cinema, al teatro, agli approfondimenti con i protagonisti del mondo culturale. Un simile calendario accende su Acqui Terme e sul suo territorio una fortissima attenzione nazionale e internazionale, e anche per questo la nostra Fondazione sostiene il progetto con convinzione: far crescere manifestazioni, peraltro già straordinariamente affermate come l'Acqui Storia significa favorire la crescita non solo culturale ma anche economica della nostra provincia. Mi fa piacere inoltre evidenziare la forte attenzione e l'importante coinvolgimento che il Premio riserva alle nuove generazioni: sono loro il nostro futuro, a loro dobbiamo tramandare valori, identità e memoria», ha affermato Paolo Arrobbio, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.

 

«Abbiamo costruito un programma che porta la storia fuori dalle sole pagine dei libri e la trasforma in esperienza condivisa: incontri con gli autori, cinema, teatro, mostre e appuntamenti per gli studenti dialogano tra loro e parlano a pubblici diversi. La nuova Sezione Ragazzi e il Concorso History Lab rafforzano inoltre l’impegno verso le giovani generazioni, chiamate non soltanto a conoscere il passato, ma a interpretarlo con consapevolezza e senso critico», ha rimarcato l’Assessore alla Cultura, dott. Michele Gallizzi.

 

Un albo d’oro che racconta decenni di cultura italiana. Negli ultimi anni hanno calcato il palco del Teatro Ariston di Acqui Terme per ritirare i premi Carlo Verdone, Pupi Avati, Folco Quilici, Enrico Vanzina, Pier Francesco Pingitore, Claudia Cardinale, Stefano Zecchi, Mario Cervi, Giuseppe Vacca, Bruno Vespa, Vittorio Feltri, Livio Berruti, Marcello Veneziani, Maria Gabriella di Savoia, Uto Ughi, Gianpaolo Pansa, Valerio Massimo Manfredi, Franco Battiato, Massimo Ranieri, Simone Cristicchi, Maurizio Belpietro, Franco Cardini, Mario Orfeo, Paolo Isotta, Pietrangelo Buttafuoco, Dario Ballantini, Gigi Marzullo, Piero Angela, Antonio Patuelli, Italo Cucci, Giuseppe Galasso, Maurizio Molinari, Liliana Segre, Alessandro Barbero e molti altri.

 

Nel tempo il Premio Acqui Storia ha ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e il patrocinio del Presidente del Consiglio, del Presidente del Senato, del Presidente della Camera dei Deputati e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

 

Un ruolo di particolare rilievo è assunto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria – Fondazione CRAL, che rappresenta il principale sostenitore del Premio Acqui Storia e ne accompagna con convinzione il percorso di crescita e valorizzazione. Il rinnovato sostegno della Fondazione per la corrente edizione conferma una scelta strategica e lungimirante: investire nella cultura significa investire nella crescita, nell’identità e nel futuro del territorio, contribuendo a consolidare il prestigio di una manifestazione che da decenni promuove la memoria storica, il dialogo culturale e l’immagine della Città di Acqui Terme.

 

Accanto al contributo principale della Fondazione CRAL, la manifestazione è sostenuta dagli altri enti promotori e sponsor: Regione Piemonte, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, C.T.E. Costruzioni Tecno Elettriche S.p.A., Istituto Nazionale Tributaristi, Gruppo Amag, Gruppo Benzi, Ditta Impresa Edile Ciardiello e Comune di Acqui Terme, cui fa capo la concreta organizzazione dell’iniziativa.

 

ACQUI STORIA 2026: I GRANDI PROTAGONISTI DEI PREMI SPECIALI

AMALIA ERCOLI FINZI E MARIA AMATA GARITO “TESTIMONI DEL TEMPO”

MASSIMO GILETTI “LA STORIA IN TV”, ELENA AGA ROSSI “PREMIO ALLA CARRIERA”

APPUNTAMENTO APERTO AL PUBBLICO SABATO 17 OTTOBRE AL TEATRO ARISTON

 

Acqui Terme si prepara ad accogliere i grandi protagonisti della 59ª edizione del Premio Acqui Storia. La cerimonia di premiazione, organizzata dal Comune di Acqui Terme – Assessorato alla Cultura con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, è in programma sabato 17 ottobre p.v. alle ore 17.00 al Teatro Ariston di Acqui Terme, in piazza Matteotti. A condurre l’appuntamento sarà Roberto Giacobbo, giornalista, docente universitario, conduttore e autore televisivo di programmi di successo, tra cui “Freedom – Oltre il confine”.

Al centro della giornata conclusiva saranno le personalità chiamate a ricevere i riconoscimenti speciali: figure di primo piano della scienza, dell’università, del giornalismo, della ricerca storica e dell’impegno civile, protagoniste di percorsi capaci di parlare al presente e alle nuove generazioni.

Due donne che hanno anticipato il futuro, abbattuto barriere e aperto nuove strade: il Premio Testimone del Tempo dell’Acqui Storia 2026 sarà conferito ad Amalia Ercoli Finzi e a Maria Amata Garito.

Amalia Ercoli Finzi, una vita proiettata nello spazio. Con il Premio Testimone del Tempo, l’Acqui Storia rende omaggio a una delle personalità più importanti al mondo nel campo delle scienze e delle tecnologie aerospaziali. L’ingegnera ha saputo coniugare eccellenza scientifica e altissimo senso del servizio alla collettività, contribuendo in modo determinante allo sviluppo della ricerca spaziale italiana ed europea e imponendosi come figura di riferimento nel panorama internazionale dell’ingegneria aerospaziale. Ingegnera e filantropa italiana, consulente scientifica della NASA, dell’ASI e dell’ESA, è stata Principal Investigator e responsabile dello strumento SD2 sulla sonda spaziale Rosetta. Nel 1962 è stata inoltre la prima donna in Italia a laurearsi in ingegneria aeronautica, con 100/100 e lode, al Politecnico di Milano, dove ha poi insegnato meccanica orbitale.

La sua straordinaria attività di ricerca, il contributo alle principali missioni di esplorazione del Sistema Solare e il costante impegno nella divulgazione scientifica hanno avvicinato generazioni di giovani alla conoscenza, mostrando come la scienza possa essere strumento di progresso, libertà e crescita civile. La sua vicenda umana e professionale è anche un esempio di determinazione, competenza e lungimiranza: con merito e passione ha superato gli ostacoli di un’epoca in cui i percorsi scientifici e tecnologici erano ancora largamente preclusi alle donne, aprendo la strada alle generazioni successive.

Maria Amata Garito, l’università oltre ogni confine. Il Premio Testimone del Tempo sarà consegnato al Magnifico Rettore dell’Università Telematica Internazionale per la straordinaria opera di innovazione nel campo dell’istruzione universitaria e della formazione permanente, che ha contribuito a ridefinire il rapporto tra sapere, tecnologia e inclusione. Pioniera dell’e-learning e tra le personalità che più hanno contribuito, in Europa e nel mondo, alla nascita e allo sviluppo dell’università digitale, ha anticipato le profonde trasformazioni della società della conoscenza, immaginando e realizzando un modello di istruzione superiore capace di superare confini geografici, culturali e sociali. Con la fondazione e la guida dell’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO ha dato vita a un’autentica comunità accademica internazionale, nella quale il sapere diventa patrimonio condiviso e strumento di dialogo tra i popoli, favorendo l’accesso all’alta formazione per migliaia di studenti di culture, lingue e tradizioni differenti. Il suo impegno scientifico e istituzionale dimostra che l’università può essere insieme custode della tradizione e laboratorio del futuro, capace di interpretare il cambiamento e, soprattutto, di anticiparlo.

Massimo Giletti porta l’inchiesta storica al grande pubblico. Il Premio Speciale La Storia in TV andrà al giornalista per il documentario “Mussolini. Le verità nascoste”, una rigorosa docu-inchiesta che riporta al centro del dibattito pubblico una delle pagine più controverse della storia italiana. Attraverso immagini d’archivio, testimonianze, ricostruzioni storiche, contributi di studiosi ed esperti e l’esame di documenti inediti, Giletti conduce lo spettatore in un’indagine approfondita sulle ultime ore di Benito Mussolini e sulle questioni ancora aperte relative alla sua morte. Con un linguaggio televisivo incisivo e accessibile, senza rinunciare alla complessità delle fonti e al confronto tra interpretazioni differenti, il documentario unisce giornalismo d’inchiesta e divulgazione storica, stimolando una riflessione consapevole sul passato e sul valore della ricerca della verità. La capacità di trasformare l’indagine storica in un racconto coinvolgente, documentato e di alto interesse civile distingue Massimo Giletti come autore e interprete di una televisione attenta alla memoria e alla comprensione critica della storia.

Elena Aga Rossi, oltre mezzo secolo al servizio della verità storica. Il Premio Speciale alla Carriera sarà conferito all’insigne storica, autorevole protagonista della storiografia contemporanea italiana, per l’eccezionale valore di un percorso scientifico, accademico e civile sviluppato nell’arco di oltre mezzo secolo. Attraverso studi rigorosi, fondati su un’ampia e originale ricerca archivistica anche internazionale, la professoressa ha offerto contributi fondamentali alla conoscenza della storia politica e diplomatica del Novecento, della Seconda guerra mondiale, dell’armistizio dell’8 settembre 1943, della Guerra fredda e dei rapporti tra l’Italia e le grandi potenze. Docente in prestigiosi atenei italiani e studiosa attiva presso importanti istituzioni di ricerca europee e statunitensi, ha saputo unire profondità interpretativa, indipendenza di giudizio e chiarezza espositiva, formando generazioni di studenti e studiosi. Le sue opere, divenute punti di riferimento imprescindibili nel dibattito storiografico, hanno aperto nuove prospettive di indagine e restituito complessità a passaggi decisivi della vicenda nazionale. Il riconoscimento celebra una carriera esemplare, segnata dalla costante ricerca della verità storica, dal servizio alla conoscenza e da un impegno intellettuale capace di coniugare il più alto rigore scientifico con il valore civile della memoria.

Marzabotto: la memoria come responsabilità quotidiana. Il Premio Acqui Storia conferisce il riconoscimento Il Coraggio della Libertà al Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto, simbolo vivo della memoria democratica e dell’impegno civile. Il Comitato mantiene vivo e onora il ricordo delle vittime dell’eccidio nazifascista del 1944, promuovendo gli ideali di libertà, pace, democrazia, giustizia sociale, cooperazione e solidarietà internazionale. Attraverso la ricerca storica rigorosa, la tutela dei luoghi della memoria e un costante impegno educativo rivolto alle nuove generazioni, ha trasformato il ricordo del dolore in una testimonianza viva e condivisa, capace di parlare al presente e orientare il futuro. La sua azione civile e culturale è un esempio alto e concreto di difesa dei valori della libertà, della democrazia e della pace e mantiene viva la coscienza collettiva contro ogni forma di violenza, sopraffazione e oblio. Rendendo la memoria non soltanto patrimonio del passato, ma responsabilità attiva e quotidiana, il Comitato incarna pienamente il significato più profondo del coraggio della libertà, il legame tra passato e presente e un presidio fondamentale per una memoria storica consapevole e condivisa.

La Rosa Bianca: il coraggio civile contro ogni estremismo. Il Premio Acqui Storia conferisce altresì il riconoscimento “Il Coraggio della Libertà” alla Fondazione “La Rosa Bianca” di Monaco di Baviera, simbolo vivo della memoria democratica e dell’impegno civile. La Fondazione commemora la resistenza della Rosa Bianca contro la dittatura nazionalsocialista, ne onora i protagonisti e promuove il coraggio civile, la responsabilità personale e la consapevolezza democratica. Attraverso attività culturali, pubblicazioni, formazione e cura della memoria, ha reso accessibile alle nuove generazioni il patrimonio ideale della Resistenza, diffondendo i valori di libertà, giustizia, solidarietà e partecipazione democratica. Il contributo alla conoscenza storica, unito a un profondo radicamento nei territori e nella scuola, la rende una delle realtà più autorevoli nella testimonianza di un impegno civile al servizio della dignità umana contro l’estremismo, l’antisemitismo e il razzismo. Per la coerenza, la continuità e il valore civile della sua opera, la Fondazione incarna il legame tra passato e presente e rappresenta un presidio fondamentale per una memoria storica consapevole e condivisa.

Un riconoscimento particolare a Elisabetta Giudrinetti. Il Premio Acqui Storia intende infine valorizzare il prezioso contributo offerto dalla dott.ssa Giudrinetti alla conoscenza e alla memoria storica attraverso il volume “Il prisma della storia. Tre Visioni, una Memoria. La Divisione Acqui a Cefalonia e Corfù. 1941-1942”, edito da Edizioni Medicea. L’opera restituisce, attraverso una pluralità di prospettive, la ricchezza e la complessità del passato, promuovendo riflessione, consapevolezza e crescita culturale.


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Premio Acqui Storia 2026: Annunciati i vincitori della 59ª Edizione
Premio Acqui Storia 2026: Annunciati i vincitori della 59ª Edizione
Premio Acqui Storia 2026: Annunciati i vincitori della 59ª Edizione

A cura di

Servizio Cultura
Indirizzo: Palazzo Robellini, Piazza Levi 6, Piano Terra

Telefono:
0144 770582
Email:
cultura@comune.acquiterme.al.it
PEC:
acqui.terme@cert.ruparpiemonte.it

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Ultimo aggiornamento

22/09/2026 12:49




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