L'inaugurazione ha accolto un pubblico numeroso e trasversale, con una significativa presenza di cittadini di tutte le età, a testimonianza di un interesse vivo e condiviso verso la storia e l’identità della città.
Momento particolarmente intenso è stato l’intervento di Giovanna Zoccola, vedova del Dott. Luigi Moro, che con un discorso carico di emozione ha voluto esprimere il proprio più sentito ringraziamento per il lavoro svolto a memoria del marito. Un ricordo personale e collettivo che ha restituito il valore umano e professionale di una figura centrale per la tutela del patrimonio archeologico acquese.
A seguire, Sergio Arditi e Piero Rapetti, collaboratori storici di Moro, hanno condiviso ricordi e testimonianze dirette delle attività di scavo e ricerca, offrendo al pubblico uno spaccato autentico di quegli anni fondamentali per la conoscenza di Aquae Statiellae.
Nel corso dell’inaugurazione hanno portato i loro saluti istituzionali Michele Gallizzi, Assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione della Città di Acqui Terme, Enrico Silvio Bertero, Presidente del Consiglio e Consigliere delegato al Sistema Museale, Marco Protopapa, Consigliere Regionale, e il prof. Marco Pavese, Presidente della Sezione Statiella dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri.
Presenti anche i consiglieri comunali Valentina Pilone, Fabrizio Baldizzone e Matteo Ravera.
La mostra propone al pubblico un racconto inedito della città attraverso fotografie, documenti e materiali legati alle ricerche archeologiche condotte tra gli anni ’60 e ’80, restituendo il valore di un lavoro pionieristico che ha contribuito in modo determinante alla tutela e alla conoscenza del patrimonio locale.
Dagli scavi in via Gramsci, piazza Addolorata e piazza Conciliazione, fino agli interventi più complessi come quelli dell’edificio templare in via Aureliano Galeazzo e della Casa del Vasaio di via Cassino, l’esposizione ricostruisce un periodo cruciale per la storia archeologica della città, includendo anche lo studio delle necropoli e della viabilità romana del territorio.
L’iniziativa si inserisce all’interno del progetto Acqui Terme Romana, rassegna coordinata dal Comune di Acqui Terme che mira a valorizzare il patrimonio culturale in una visione integrata e continuativa, capace di coniugare rigore scientifico, divulgazione e coinvolgimento della comunità .
La mostra è realizzata con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Territori in Luce e rappresenta uno dei momenti chiave del programma 2026, che si sviluppa lungo tutto l’anno con attività dedicate alla riscoperta dell’antica Aquae Statiellae .
“Memorie da Aquae Statiellae” si conferma così non solo come un’esposizione, ma come un vero e proprio percorso di restituzione della memoria collettiva, capace di unire generazioni diverse attorno alla consapevolezza delle proprie radici.
Un risultato che rafforza il valore culturale e identitario del progetto Acqui Terme Romana e che segna un avvio partecipato e significativo per l’edizione 2026.
Tutti i prossimo appuntamenti su www.acquitermeromana.it e sui canali social @AcquiTermeRomana
A cura di
GERMANO LEPORATI
MIRELLA T.A. ROBINO
SIMONE LERMA
Allestimento
GERMANO LEPORATI - MIRELLA T.A. ROBINO
DIEGO MARTINOTTI
Grafica DIEGO MARTINOTTI
Restauri CARMELA SIRELLO
Testi in collaborazione con SERGIO ARDITI
Foto e disegni
ARCHIVIO CIVICO MUSEO ARCHEOLOGICO DI ACQUI TERME
ARCHIVIO SOPRINTENDENZA ABAPAL
Si ringraziano
GIOVANNA ZOCCOLA in MORO e PIERO RAPETTI
Per l’allestimento
EMANUELE COLLURA - LORENZO TORIELLI