Falso. I farmaci a base di ibuprofene non accelleranno il Covid-19

Gira sui social un testo in cui si legge di non usare «in questo periodo farmaci a base di ibuprofene perché durante la cura di pazienti col coronavirus che li usavano hanno riscontrato un’accelerazione della malattia, fino alla morte».
L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha chiarito che «attualmente non vi sono prove scientifiche che stabiliscano una correlazione tra l’ibuprofene e il peggioramento del decorso della malattia da COVID-19». Stessa smentita arriva anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.


Falso. Non è pronto un vaccino per il coronavirus

Su Facebook gira un post in cui si legge che sarebbe pronto il vaccino contro il nuovo coronavirus «in grado di guarire il paziente entro tre ore dall’iniezione». Secondo questa notizia, il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump avrebbe annunciato che «la Roche Medical Company lancerà il vaccino domenica prossima e che milioni di dosi sono pronte».

Una notizia falsa, che non ha riscontro in nessuna testata internazionale o in nessun comunicato degli enti preposti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che al momento non esiste nessun vaccino.


Falso. Trattenere il respiro non ti permetterà di capire se hai il coronavirus

Circola su WhatsApp un messaggio che contiene delle fantomatiche indicazioni di “esperti di Taiwan”. Si afferma che «il nuovo coronavirus» quando «si manifesta con febbre o tosse, i polmoni sono di solito già in fibrosi al 50%». La fibrosi polmonare è una malattia cronica e irreversibile: provoca difficoltà respiratorie, ma non ha nulla a che fare con il coronavirus. Inoltre, i fantomatici esperti «suggeriscono di fare un semplice verifica che possiamo fare da soli ogni mattina: fai un respiro profondo e trattieni il respiro per più di 10 secondi. Se lo completi con successo senza tossire, senza disagio, senso di oppressione, ecc., ciò dimostra che non vi è fibrosi nei polmoni, indicando sostanzialmente nessuna infezione». Falso. Questo test non ha nulla di scientificamente provato. L’infezione da coronavirus Covid-19 può provocare difficoltà respiratorie, ma trattenere il respiro per più di 10 secondi non vuol dire non essere stati contagiati. È possibile aver contratto il coronavirus anche senza avere sintomi. Invece, avere difficoltà nell’esercizio descritto potrebbe avere moltissime cause diverse dall’infezione da coronavirus.


Falso. Non c'è una cura con il kiwi

Curare il Covid-19 con il kiwi? Falso.

Circola in rete che sarebbe stata «trovata la cura per combattere efficacemente» il nuovo Coronavirus SARS-CoV-2: «Tisana di Verbasco 2 volte al giorno, spremuta d’arancia, 1Kiwi e vitamina C(compresse cebion)».

Non c’è nessun riscontro. Andrea Gori, direttore Malattie infettive presso il Policlinico di Milano, ha ricordato che «in questo momento non esiste una profilassi efficace per il coronavirus». La notizia è stata smentita anche da Cebion Italia, ditta produttrice delle compresse alla vitamina C.


Falso. Nessun biocontenimento da parte della Protezione Civile

Circola sulla rete una presunta comunicazione del Dipartimento della Protezione Civile in cui si afferma che «verrá dichiarato il biocontenimento BSL-4. Il più alto che prevede protocolli di contenimento estremamente stringenti».

Notizia falsa.

Il Dipartimento della Protezione Civile ha smentito la comunicazione, chiedendo d’informarsi solo sui canali ufficiali.


Falso. Gli ospedali lombardi non combattono il Covid-19 con la vitamina C

In questi giorni circola un vocale Whatsapp in cui si afferma che «la vitamina C è molto efficace sui pazienti affetti da coronavirus. La stanno utilizzando come terapia e le persone rispondono benissimo». Nel messaggio si citano tre ospedali che stanno utilizzando questa terapia: il Sacco, il Policlinico di Milano il San Gerardo di Monza.

Andrea Gori, direttore Malattie infettive del Policlinico di Milano ha smentito categoricamente la notizia, affermando che «le terapie che utilizziamo per trattare i pazienti con coronavirus al Policlinico, così come al Sacco e al San Gerardo, sono standardizzate perché sono state decise dai primari di malattie infettive di tutta la Regione Lombardia in modo coordinato. E la vitamina C non è assolutamente contemplata».


Falso. Bere l'acqua non "spazza via" il coronavirus

Si legge in messaggio che gira sui social e su WhatsApp che contro il nuovo Coronavirus SARS-CoV-2 «tutti dovrebbero assicurarsi che la propria bocca e la propria gola siano umide, mai asciutte» e che per questo bisogna bere «qualche sorso d’acqua almeno ogni 15 minuti. Perché? Anche se il virus ti entra in bocca … l’acqua o altri liquidi lo spazzeranno via attraverso l’esofago e nello stomaco».

Questa notizia è falsa.

Come ha infatti spiegato William Schaffner – esperto di malattie infettive presso la Vanderbilt University negli Stati Uniti d’America – all’Associated Press, bere più acqua previene la disidratazione ma non impedisce di essere infettati dal virus.