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La Storia

El Gâfe Cenni storici sulla polizia Municipale a cura di Francesco Gaino

Quando verso il finire della scorsa estate venni interpellato dal Sig. Lionello Archetti, per conto dell'Amministrazione Comunale, sulla mia disponibilità ad eseguire una ricerca sulla storia del Corpo della polizia Municipale di Acqui Terme, accettai di buon grado l'invito a dare il mio modesto contributo alla ricostruzione della storia di quello che è stato un pezzo, non secondario, della mia vita.
 

Già durante il periodo del servizio alla polizia Urbana avevo avuto cura di recuperare alcuni vecchi regolamenti del Corpo, che rintracciati sono serviti come base per una prima sommaria ricerca. Quella ricerca, che servì a fornire una risposta ad analoga richiesta di notizie avanzata dalla Regione Piemonte, mi diede lo stimolo per un ulteriore approfondimento i cui risultati ho ritenuto utile raccogliere nella pubblicazione che segue. Ho creduto opportuno intitolare il breve elaborato con il soprannome che fino a qualche anno fa veniva appioppato alle "Guardie" con il fine di benevola sfottitura.: "Atent cu riva el Gâfe" era il grido di allarme dei ragazzini che giocavano a palla per le vie cittadine.
 

Prima di chiudere voglio rivolgere il mio sentito ringraziamento a tutti coloro i quali hanno reso possibile la realizzazione di questa mia breve ricostruzione storica con testimonianze, documentazioni ed assistenza tecnica.
 

Un ultimo pensiero mi sia consentito rivolgere a tutti i componenti il Corpo, chi ancora in servizio, chi in quiescenza e chi purtroppo non più tra noi, con i quali ho avuto modo di collaborare nel corso del mio servizio alla polizia Urbana, ed ai quali voglio dedicare questo mio lavoro.
 

Cenni

Ancora prima che si realizzasse l'unità d'Italia le varie entità territoriali locali cercarono di darsi una gestione autonoma della sicurezza e della quiete pubblica allo scopo di affrancarsi dal permanente permissivismo consolidatosi con il susseguirsi delle varie occupazioni straniere; occupazioni che avevano favorito una eccessiva libertà di azione e di iniziative da parte dei trafficanti più spregiudicati che il più delle volte realizzavano i loro progetti a danno della collettività.
 

Questo stato di cose necessitava di un progressivo controllo sulla convivenza della popolazione per affermare l'autorità del potere regolarmente costituito rappresentato dagli Organi centrali e periferici della Pubblica Amministrazione.
 

Allo scopo di integrare gli interventi del potere centrale che operava sul territorio a mezzo della Milizia o Guardia Nazionale, per garantire una più tranquilla convivenza, gli Enti Territoriali locali sentirono il bisogno di emanare nuovi "Bandi di polizia Rurale ed Urbana", affidando ad "agenti" direttamente dipendenti dall'Ente Locale il compito di farne osservare le norme.
 

Dall'esame degli atti del "Consiglio Delegato", che in effetti era l'organismo equivalente alla Giunta Municipale, si può rilevare che sino al 1855 il Comune di Acqui contribuiva alla permanenza sul territorio di un Battaglione della Milizia Nazionale, preposto, tra le altre cose, all'ordine pubblico.
 

Poiché già dal 1849 il "Consiglio Delegato" aveva sentita la necessità di proporre alla approvazione i "Bandi di polizia Rurale", lo stesso "Consiglio Delegato" nel 1856 deliberò l'assunzione di quattro "campari", autorizzati al porto d'arma, per la tutela delle proprietà, con specifico riferimento ai Boschi di Moirano.
 

Il primo riferimento alla presenza delle "Guardie Municipali" nella nostra città risulta da una deliberazione del Consiglio Delegato, assunta il 13 Luglio 1857, con la quale si disponeva l'acquisto di due "bonnetti di panno con visiera di cuoio" o "Kepì" (così come citati nella Deliberazione di liquidazione della spesa del C.D. 6/5/1858) per gli stessi agenti, probabilmente scelti tra i campari per un servizio urbano.
 

Contemporaneamente, poiché era emersa la necessità di adottare una normativa che aggiornasse le disposizioni vigenti, previste allo scopo di regolare la normale convivenza, il Consiglio Delegato il 16 agosto 1858 iniziava l'esame dei "Bandi di polizia Urbana" da sottoporre poi alla approvazione del Consiglio Comunale.
 

In data 27 giugno 1859 il Consiglio Comunale, presieduto dal Sindaco Avv. Giuseppe Saracco, approvava l'ultima integrazione del "Regolamento di polizia Urbana" che con Decreto Reale - firmato da Vittorio Emanuele II - veniva inserito nella Raccolta degli Atti di Governo in data 1 settembre 1859.
 

Nel detto regolamento gli interventi degli Agenti erano regolati dai seguenti articoli:
"Art. 109 - Quando vi siano sufficienti indizi di contravvenzione al presente regolamento, il Sindaco potrà autorizzare la introduzione degli Agenti Municipali in siti privati.
Art. 110 - Gli Agenti suddetti possono procedere al provvisorio sequestro delle cose cadute in contravvenzione e degli strumenti che hanno servito a commetterla
Art. 111 - Le contravvenzioni saranno accertate e potranno essere composte mediante oblazione "...................... omissis. Questo provvedimento, di fondamentale importanza per la tranquilla convivenza sul territorio del nostro Comune, si ritiene possa aver sostituito i "Bandi campestri e politici dell'illustrissima città d'Acqui interinati dall'Eccellentissimo Reale Senato sedente in Torino" emessi in data 21 novembre 1732, probabilmente non più adeguati ed in disuso.

Il primo gennaio 1861, "la Giunta Municipale d'Acqui" poiché aveva rilevato che "da qualche tempo vànnosi commettendo furti in questa città e territorio in modo da essere giustamente allarmata la cittadinanza Acquese" stimando "perciò il Sindaco che la Milizia Nazionale possa essere chiamata con frutto a perlustrare la Città di notte tempo" così deliberava:
 

"1° - Doversi chiamare la Guardia Nazionale a prestar temporaneamente il servizio notturno, a tutela della proprietà manomessa...........
2° - Doversi pregare caldamente il Signor Governatore della Provincia, ancorché gli piaccia, coll'opera, ove pur lo creda, di un Signor Delegato centrale riconoscere ed accertare la verità delle esposte circostanze, ed impartire i suoi autorevoli provvedimenti, affinché la sicurezza pubblica sia assai meglio garantita." Poiché con tutta probabilità non venne dato sollecitamente corso alla sopra estesa richiesta, ed allo scopo di assicurare almeno l'osservanza delle norme contenute nel Regolamento di polizia Urbana sopra citato, in data 26 dicembre 1861, la Giunta Municipale - in esecuzione della Deliberazione del Consiglio Comunale del 30 ottobre 1861 - decideva l'assunzione di quattro "Guardie di polizia Urbana".
Per le stesse guardie in data 14 febbraio 1862 veniva assunta la spesa necessaria alla "provvista del vestiario"; solamente due anni dopo e cioè nel 1864 si rilevò l'opportunità di procedere al completamento della dotazione con l'acquisto dei cappotti.
 

In data 25 giugno 1862 sempre la Giunta Municipale approvava il "Regolamento per il Servizio delle Guardie Municipali", che così statuiva:
 

"1° - Le Guardie Municipali sono obbligate a vigilare con tutta assiduità e colla massima diligenza all'esecuzione dei Bandi di polizia Urbana, del Regolamento di Pubblico Ornato e della Legge sulla Gabella, e di denunciare le infrazioni che si commettono
3° - Veglieranno acché gli Spazzini ed i Cantonieri Comunali e qualunque giornaliero al servizio del Municipio attendano con assiduità ed a dovere alle loro attribuzioni
5° - Veglieranno a tutto ciò che può interessare l'Ordine Pubblico
6° - ..Invigileranno acché le vetture, i carri e le bestie da sella o da soma all'interno della città siano condotte al passo od al piccolo trotto"....... "
8° - Veglieranno acché non si vendano frutta immatura e commestibili e bevande alterate o corrotte"..... "
14°- Dovranno di continuo, sia di giorno che di notte, essere in perlustrazione per la Città.".......omissis
Per ultimo veniva disposto che una copia dello stesso provvedimento venisse consegnata ad ognuno degli agenti.

A questa data si può ritenere possa farsi risalire la costituzione della prima struttura organica di polizia Urbana a disposizione della Amministrazione Comunale, per quanto in seguito il suo inserimento nella realtà amministrativa del Comune, come risulta agli atti, sia stata laboriosa e controversa prima di conseguire l'attuale efficienza.
 

Poiché il "Capo d'uomini" nominato nel 1867, competente tra l'altro al coordinamento del servizio della polizia Urbana, si era dimostrato inadeguato per il probabile eccesso di incombenze, l'Amministrazione Comunale nel 1871 nominò in via provvisoria una delle quattro guardie a "Capo della polizia Urbana".
 

A conferma di quanto sopra asserito si può rilevare che la Giunta Municipale in data 5 aprile 1877, procedeva "alla nomina di due Guardie Municipali in surrogazione di quelle che vennero licenziate dal servizio", inoltre successivamente, a causa di contrasti tra i componenti il Corpo Guardie ed il conseguente disservizio, la Giunta Municipale, con suo provvedimento in data 12 giugno 1890, decideva lo scioglimento del Corpo stesso con parziale riassunzione del personale e reintegrazione sino alla copertura dei quattro posti.
 

In data 9 novembre 1891 la Giunta Municipale esaminava la possibilità di nominare "l'Ispettore di polizia Urbana, il quale dovrà avere la responsabilità del servizio", ........ ritenendo che "converrà sceglierlo di preferenza fra militari a riposo ex graduati che siano provvisti di pensione di giubilazione onde colla retribuzione che l'eletto percepirà dal Municipio si trovi in condizioni di poter provvedere decentemente al proprio sostentamento .....omissis .... gli si potrà corrispondere un 120 Lire per indennità vestiario, dovendo esso, se non una divisa propriamente detta, avere un qualche distintivo per cui possa essere riconosciuto".
 

Nel corso dell'anno successivo e precisamente in data 25 aprile 1892 veniva nominato a copertura del posto suddetto il Sig. Goglino Biagio, ex Maresciallo dei Reali Carabinieri. Risultano agli atti varie note su carta intestata "Ufficio polizia Urbana" dalle quali emerge l'impegno dell'Ispettore volto alla organizzazione del servizio Nel corso degli anni successivi si manifestò l'esigenza di aumentare l'organico del Corpo di polizia Urbana, infatti nella seduta del Consiglio Comunale del 22 dicembre 1899 - in occasione della discussione sull'Ordine Pubblico - venne presentata una proposta in tal senso; ma la maggioranza dell'assemblea ritenne: "Di rivolgersi al Governo del Re perché in riforma del Riparto stesso, venga assegnato al Comune d'Acqui un Corpo di Guardie di Città (probabilmente corrispondenti agli attuali componenti la polizia di Stato)....omissis.......; messo ai voti l'emendamento proposto dal Cons. Braggio per l'aumento delle Guardie Municipali, non è approvato".
 

Dal verbale della stessa seduta risulta peraltro che il Sindaco dava atto del servizio prestato per la tutela della sicurezza dai R.R. Carabinieri, dei quali aveva ottenuto un aumento dell'organico sino a dieci unità. La prospettata assegnazione del reparto guardie non risulta essersi mai realizzata, come si può dedurre dalla comunicazione della Sottoprefettura al Sindaco in data 26 aprile 1904, relativa alla costituzione della Sottobrigata delle Guardie di Città. In effetti il Sottoprefetto nello stesso anno richiedeva al Sindaco la disponibilità di una "Guardia Municipale" da destinarsi a "servizio fisso" al locale Ufficio di Pubblica Sicurezza. (29/2/1904).
 

L'Ispettore di polizia Urbana riferiva in proposito al Sindaco con nota del 24 ottobre 1904, precisando che "le Guardie Municipali di servizio a turno sulla Piazza Bollente non hanno mai mancato di presentarsi due volte al giorno all'Ufficio di P.S." riferiva inoltre che il servizio di polizia Urbana poteva essere danneggiato dalla destinazione fissa di una Guardia a disposizione del Sottoprefetto. In data 26 maggio 1906 il Commissario Straordinario per il Comune di Acqui (Cav. Avv. Angelo Tamburini) "ritenuto che il Corpo delle Guardie Municipali così come composto non rispondesse più alle sempre crescenti esigenze", sia per "il limitato numero di agenti" che per "la mancanza di precetti organici statuenti sui loro obblighi e doveri, nonché di quelle garanzie dei loro diritti", e per la cattiva prova fornita da alcune "Guardie Urbane", deliberava lo scioglimento del Corpo a decorrere dal 15 luglio.
 

Con lo stesso provvedimento "Ritenuto inoltre che molte sono le mansioni spettanti all'Ispettore della polizia Urbana alla cui dipendenza diretta trovasi il Corpo delle Guardie Urbane o Municipali, Ritenuta quindi la necessità di nominare un Brigadiere incaricato non solo di surrogare l'Ispettore di polizia Urbana in caso di assenza od impedimento, ma specialmente dell'esatto adempimento del servizio.
 

Ritenuto che di necessità le guardie da nove quante ora sono debbano portarsi almeno a dieci" ...........omissis...... decideva di integrare l'organico come più sopra previsto. Oltre a stabilire le modalità e le condizioni per l'assunzione, veniva pure deliberato l'impegno ad emanare apposito nuovo regolamento di servizio, che veniva approvato il 12 giugno 1906 come: "Regolamento per il Corpo delle Guardie Municipali d'Acqui". Il regolamento sulla scorta delle precedenti direttive prevedeva un organico di dieci Guardie ed un Brigadiere agli ordini dell'Ispettore e sanciva le disposizioni relative alle competenze nonché alle modalità di intervento.
 

Tra le altre cose all'art. 27 si prevedevano le condizioni per le promozioni a "Guardia Scelta", "Appuntato" e "Sotto Brigadiere" con possibili adeguati aumenti di retribuzione (£ 30 di aumento annuo per ogni scatto). Al Brigadiere poteva essere altresì richiesto, "senza diritto a maggior compenso", l'assunzione del comando del "Corpo dei Pompieri Comunali", nonché il controllo dei Vigili Notturni. Nel corso degli anni successivi il Corpo non subirà sostanziali modifiche se non adeguamenti della divisa, come risulta dalla documentazione fotografica relativa all'anno 1915.
 

Il Regolamento Organico del Personale del Comune, adottato con Deliberazione N. 171 del 30 dicembre 1935, prevedeva la suddivisione dei Servizi nei vari uffici e statuiva la Pianta Organica per ognuno di essi. L'Ufficio polizia Urbana era costituito dall'Ispettore - quale Capo Ufficio - con la qualifica di impiegato, nonché dal Brigadiere, dal Vice Brigadiere e dalle Guardie Urbane con qualifiche di salariati. In data 21 gennaio 1939, con Deliberazione Podestarile, veniva adottato il nuovo "Regolamento per il Corpo dei Vigili Urbani" che sostanzialmente non variava né la consistenza dell'organico né le competenze specifiche.
 

La nuova regolamentazione era stata adottata al solo scopo di sostituire i riferimenti al Sindaco con quelli al Podestà, dal quale dipendeva direttamente l'Ispettore ed il Corpo. Non si ritenne necessario un adeguamento dell'organico poiché il Governo Centrale, detenuto dal Partito Nazionale Fascista, intendeva inserire, con una sempre più incisiva presenza, la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale nella realtà dei problemi cittadini.
 

Questa nuova struttura, operando quale organismo del partito al potere, doveva assicurare allo stesso il controllo capillare dell'ordine pubblico contemporaneamente ad un contatto costante con la cittadinanza. È evidente che il potere centrale in linea di principio preferiva, in allora, valorizzare organismi di regime centralizzati, sottraendo, per quanto possibile, attribuzioni alle strutture periferiche che per loro natura tendevano ad una maggiore autonomia. Il successivo periodo, che coincide con gli anni del secondo conflitto mondiale, fu certamente il più impegnativo e controverso per i componenti il Corpo.
 

Gli eventi bellici che si svolsero nel periodo corrente dall'anno 1940 all'anno 1943 imposero a tutti grandi sacrifici e grandi dolori; in questa situazione l'opera dei componenti la polizia Urbana divenne sempre più difficile e delicata.
 

La presenza di numerosi sfollati, il conseguente razionamento dei principali beni di consumo e le notizie luttuose che provenivano dai fronti di guerra non contribuivano certamente a rendere più serena la convivenza. Il periodo corrente dal settembre 1943 all'aprile 1945 che seguì, fu certamente ancora più drammatico, poiché tutti i Componenti il Corpo potevano essere soggetti ad ordini impartiti dalla autorità di occupazione tedesca, ordini la cui esecuzione peraltro rischiava di compromettere l'opera e la sicurezza di coloro che in clandestinità operavano nella "Resistenza" per conseguire la libertà.
 

Finalmente, conclusa questa triste esperienza, il giorno 8 giugno 1945 la ricostituita Giunta Municipale, presieduta dal Sindaco Dott. Stefano Ivaldi e con la partecipazione del Vice Sindaco Avv. Alessandro Tartuffo e degli Assessori Giovannini Eugenio, Ivaldi Pietro, Lingeri Avv. Filippo, Mantelli Biagio, Migliardi Francesco, Carrara Pietro e Ricci Luigi, si riunì alla presenza del Comitato di Liberazione Nazionale, formato dai Signori Avv. Pier Domenico Sutto, Avv. Giovanni Filippetti, Cap. Giovanni Ivaldi e Garbarino Guido. Il primo provvedimento, assunto con Deliberazione numero 1, ebbe per oggetto il "Reclutamento dei Vigili Urbani per la copertura dell'Organico formato dal Brigadiere, dal Vice Brigadiere e da dieci Vigili".
 

Nella stessa seduta la Giunta affidò l'incarico di sovrintendere ai Servizi di polizia Urbana agli Assessori Ivaldi Giovanni, Avv. Filippo Lingeri ed Eugenio Ivaldi. Il vuoto di potere successivo alla "liberazione" dalla occupazione tedesca e la conseguente mancanza di qualsiasi Organismo ufficiale di polizia aveva giustamente indotto i rappresentanti della Amministrazione Comunale a ricostituire con urgenza il completo Organico del Corpo Vigili Urbani.
 

Non sono state reperite documentazioni specifiche ma dalle testimonianze fornite da Mons. Giovanni Galliano e dal Maresciallo Gino Cavallero, protagonisti di quelle vicende, risulta che i Vigili Urbani nel periodo in oggetto prestarono la loro opera per gli interventi più disparati; furono impiegati dal supporto alla raccolta di fondi per l'assistenza ai più bisognosi intrapresa dall'Assessore Eugenio Giovannini con Mons. Galliano, al pattugliamento notturno per la tutela del patrimonio e della sicurezza pubblica. La fine del conflitto e la ripresa di un normale ciclo della convivenza permise in tempi successivi più tranquilli di ricordare con serenità episodi che in quel recente passato avevano in qualche caso rischiato il dramma. È tipico il caso del Vice Brigadiere Pietro Aramini e del Messo Notificatore Mario Trucco che, trovatisi entrambi in servizio alla polizia Urbana, rievocavano con ironia un episodio che li aveva visti protagonisti se pure su due fronti contrapposti.
 

Il Sig. Aramini, all'epoca in servizio alla polizia Urbana quale Vigile Urbano, aveva ricevuto l'ordine di accompagnare un sottufficiale della Guardia Nazionale Repubblicana presso l'abitazione dove si supponeva fosse ospitato il Sig. Trucco, che già svolgeva attività clandestina di partigiano con lo pseudonimo di "Musa". Qui giunti venivano sorpresi dallo stesso "Musa" che, pistola alla mano, dopo aver disarmato il sottufficiale della G.N.R., costrinse entrambi ad addossarsi con il viso contro una parete della cucina, e dopo averveli rinchiusi si eclissò facendo perdere le proprie tracce.
 

L'episodio è di per se significativo per evidenziare anche lo stato di difficoltà e pericolo nel quale dovevano operare i Vigili Urbani. Molti sono gli aneddoti relativi a questo periodo che potrebbero essere ricordati, ma sarà opportuno tralasciare le divagazioni per concludere l'esame degli atti amministrativi connessi con lo sviluppo strutturale della polizia Urbana. Il ritorno alla completa normalità rese necessario l'aggiornamento del "Regolamento del Corpo Vigili Urbani" il cui nuovo testo venne approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione N. 11 in data 29 aprile 1976. Il regolamento oltre a fissare le finalità del Corpo faceva specifico riferimento alle attribuzioni di polizia Giudiziaria, di Pubblica Sicurezza e di tutela della circolazione stradale in rapporto alle nuove norme del Codice Stradale.
 

Il successivo "Regolamento Organico del Personale" adottato con Deliberazione del Consiglio Comunale N. 32 del 23 aprile 1979, che prevedeva le strutture e le competenze di tutti gli uffici comunali, inseriva anche i Vigili Urbani nella qualifica di impiegati, richiamando i disposti della Deliberazione dello stesso Consiglio in data 17 aprile 1970. La Ripartizione polizia Urbana risultava così strutturata:
 

1 Capo Ripartizione - Ispettore di P.U.
1 Capo Servizio Annona
1 Capo Servizio polizia Municipale
2 Ufficiali Amministrativi addetti all'annona
1 Impiegato Amministrativo addetto all'annona
3 Capi Settore polizia Municipale
23 Vigili Urbani.
Allo scopo di adeguare le normative inerenti il Corpo alle disposizioni della Legge 7/3/1986 N.65 "Legge quadro sull'Ordinamento della polizia Municipale" e della Legge Regionale 30/11/1987 N. 58 "Norme in materia di polizia Locale", il Consiglio Comunale, con Deliberazione N. 143 assunta il 7/11/1988, adottava il "Nuovo Regolamento del Corpo di polizia Municipale".
 

Il detto regolamento, strutturato su uno schema tipo della Regione Piemonte, sanciva normative ed attribuzioni ribadendo la dipendenza diretta dal Sindaco o dall'Assessore delegato dell'Ispettore di P.U. e di tutti i Componenti il Corpo. All' Ispettore, quale Capo Ripartizione, veniva confermato oltre il comando del Corpo, la direzione dell'Ufficio di polizia Amministrativa e Commercio. In data 26 febbraio 1997 il Consiglio Comunale, con provvedimento N. 11, deliberava di dare un nuovo assetto ad alcuni Servizi comunali, scorporando - tra l'altro - l'Ufficio polizia Amministrativa e Commercio dal Settore polizia Urbana; di conseguenza lo stesso veniva inserito nel Settore Segreteria ed Affari Generali, mentre la polizia Municipale rimaneva così strutturata: N. 1 Capo Servizio - Comandante P.M. N. 3 Istruttori di Vigilanza N. 1 Istruttore Amministrativo N. 26 Vigili Urbani - Agenti P.M.  
 

Le dotazioni di servizio

La prima dotazione per l'equipaggiamento delle "guardie" risale al 13/7/1857, quando il Consiglio Delegato deliberò l'acquisto di "bonnetti di panno con visiera di cuoio" o "Kepì" per due agenti municipali. Nel 1862 ancora il Consiglio Delegato deliberò l'assunzione di altri "agenti comunali" e quindi l'acquisto del vestiario necessario per quattro guardie; solamente nel 1864 si provvide alla fornitura di quattro cappotti.
 

Alle "Guardie di polizia Municipale" era data in dotazione oltre al vestiario, la buffetteria, il Kepì, il cinturino e la sciabola, così come risulta all'art. 29 del Regolamento per il Servizio delle Guardie Municipali, approvato dal Consiglio Delegato in data 25/6/1862; si ha ragione di ritenere che la sciabola sia stata ancora in uso nell'anno 1915, come risulta da una fotografia dei componenti in Corpo scattata all'epoca.
 

Pur non essendo stato possibile reperire documentazioni specifiche, sulla scorta di testimonianze (M.llo Cavallero ed altri), si è potuto assodare che nel periodo immediatamente successivo alla "liberazione" (25 aprile 1945), ai Vigili Urbani vennero attribuite particolari mansioni di polizia e di tutela del patrimonio; nell'espletamento di tali mansioni, che comprendevano anche pattugliamenti notturni, il personale venne dotato di pistole e fucili automatici "Mitra", recuperati dai reparti militari della Repubblica Sociale Italiana che si erano dissolti.
 

Per quanto attiene l'ordine pubblico per un certo periodo assunsero anche i compiti specifici dei Carabinieri i cui reparti erano ancora in fase di ricostituzione. Nell'anno 1974 la Giunta Municipale con sua Deliberazione N. 77 del 6 febbraio, allo scopo di fornire ai Vigili Urbani pistole d'ordinanza in sostituzione di quelle personali - di diversi tipi e marche - uniformando così l'armamento, decise di acquistare le pistole automatiche Franchi - Llama calibro 7,65, poi sostituite da più moderne ed efficienti Berretta. La prima motorizzazione del Corpo risale al 1962, infatti, in occasione di un raduno lambrettistico tenutosi in città, la Società Innocenti donò al Comune una Lambretta 125cc. LI; la Giunta Municipale allo scopo di aumentare la mobilità e l'efficienza del servizio di istituto dei Vigili Urbani, decise di acquistare una seconda Lambretta 125 cc., assegnando i due mezzi alla polizia Urbana.
 

Nel successivo anno 1966 l'Amministrazione Comunale, nel quadro di una maggiore razionalizzazione delle dotazioni, acquistò una autovettura Fiat 1100 R, che assegnò alla polizia Urbana per permettere al suo personale sempre più rapidi interventi estesi su tutto il territorio. Il mezzo si dimostrò subito di estrema utilità negli interventi di emergenza conseguenti la disastrosa alluvione abbattutasi sulla città nei giorni 15 e 16 ottobre dello stesso anno. Le mutate esigenze della viabilità conseguenti al notevole aumento del traffico veicolare che aveva cominciato a gravare sulle principali arterie cittadine centrali e periferiche, indusse l'Amministrazione Comunale a dotare il Corpo, nell'anno 1968, di due motociclette Gilera 300 cc.
 

La necessità di garantire collegamenti tempestivi con il personale in servizio, sia nelle zone che con i mezzi motorizzati, rese indispensabile l'acquisto di apparecchi radio ricetrasmittenti che la Giunta Municipale decise di acquistare con deliberazione assunta ai primi di gennaio 1974. In tempi successivi le dotazioni sono state oggetto di integrazioni ed adeguamenti che non sono stati riportati in quanto si è ritenuto utile evidenziare solamente l'inizio di quelle operazioni di aggiornamento che, resesi di volta in volta necessarie, hanno costituito lo stimolo per il graduale miglioramento della funzionalità del servizio.
 

Per concludere gli argomenti di questo capitolo relativo alle dotazioni, non resta che citare la cerimonia della consegna della "Bandiera del Corpo". La consegna della Bandiera del Corpo - dono della Cassa di Risparmio di Alessandria - ebbe luogo il giorno 20 gennaio 1989, in occasione della ricorrenza della festa di San Sebastiano, e si tenne presso la Sala Consigliare, alla presenza delle autorità provinciali e locali, nonché di una nutrita rappresentanza dei Corpi dei Vigili Urbani delle più importanti città della Provincia, intervenuti con i loro vessilli. 




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Questionario di gradimento

Il Sindaco di Acqui Terme, Lorenzo Lucchini, ha fortemente voluto mettere a disposizione di tutti i Cittadini che si rivolgono agli uffici comunali un modulo attraverso la compilazione del quale potrà essere espresso il proprio gradimento rispetto al servizio fornito.

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Agenda

Opuscoli

Opuscolo scaricabile degli eventi mensili:

 

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Programmazione NOVEMBRE

Sabato 4

MERCATINO BIOLOGICO

Piazza M. Ferraris - dalle ore 9 alle ore 12


I CIOCCOLATINI DELLA RICERCA iniziativa per la raccolta fondi AIRC

Piazza Italia


BANCARELLE CON PRODOTTI TIPICI. Giochi gonfiabili per i bimbi

Piazza Italia, Corso Italia e Via Garibaldi

Organizzazione: Confesercenti di Acqui Terme


Per la Rassegna “CONCERTI ALLA SALA SANTA MARIA”

SENA FINI – PIETRO GIORGINIpianoforte a 4 mani

Sala Santa Maria, Via Barone 3 – ore 21

A cura dell’Associazione Culturale “Antithesis” Cell.: 3295367708.

Domenica 5

Celebrazione ANNIVERSARIO DELLA VITTORIA

Piazza San Francesco, ore 10 - partenza corteo per il Monumento ai Caduti. Partecipa il Corpo Bandistico Acquese


BANCARELLE CON PRODOTTI TIPICI. Giochi gonfiabili per i bimbi

Piazza Italia, Corso Italia e Via Garibaldi

Organizzazione: Confesercenti di Acqui Terme


Per il 950° Anniversario della Cattedrale

AiutarCantanto Concerto della  Corale Santa Cecilia per la raccolta fondi a favore della Cattedrale

Cattedrale – ore 16.30 (ingresso libero)

Info: Ufficio Cultura 0144.770272

da Lunedì 6 a Domenica 19

27°CAMPIONATO MONDIALE SCACCHI SENIORES - FIDE

Centro Congressi.

Calendario partite ed orari: www.scaccomattissimo.it

Info: Ufficio Turismo  0144.770274     0144.770298

Venerdì 10

LUNA PARK di Santa Caterina – fino al 21 novembre

Piazza Don Dolermo e Piazza Facelli

Info: Ufficio Commercio 0144.770254


Presentazione del Romanzo Storico “LA STRAORDINARIA VITA DI MARIA LUIGIA” di Franca Garesio Pelissero

Sala Conferenze Palazzo Robellini, Piazza Levi 5 – ore 17

A cura del Circolo A. Galliano e dell’Associazione Archicultura


Presentazione del libro “Pensieri… parole… poesie” di  Michele Garofalo

Biblioteca Civica, Via M. Ferraris – ore 21

Info: Biblioteca Civica 0144.770267


Presentazione del libro “IL TEMPO DI DIRE” di Michaela Benevolo e Donatella Taino

Sala Belle Epoque, Grand Hotel Nuove Terme – ore 21

Intermezzo musicale a cura di Federica Baldizzone – Elisa Sacco – Marco Scurria

Info: Ufficio Cultura 0144.770272





Convegno “Il dopo di noi”

Sala Conferenze Ex Kaimano, Piazza M. Ferraris

Organizzazione e Info: Anffas Acqui Terme

Sabato 11

In occasione del 950° Anniversario della Consacrazione

  • Convegno storico “LA CATTEDRALE DI SANTA MARIA: UN CANTIERE DEL SECOLO XI AD ACQUI

a cura dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri Sezione “Statiella”

Salone San Guido,  Piazza Duomo, 8 – a partire dalle ore 9.30

  • Concerto del Gruppo The Sun (prenotazioni: pgacqui@gmail.com)

Teatro Ariston - ore 21

Info: Ufficio Cultura 0144.770272


Premiazione del concorso “Poster per la Pace 2017” organizzato a cura del Lions Club Acqui e Colline Acquesi

Biblioteca Civica, Via M. Ferraris – ore 15

Info: Biblioteca Civica  0144.770267


Convegno “Lisbona Vs. Acqui” – Lo sviluppo della cultura e della società portoghese degli ultimi 20 anni.

Interviene Marco Grassano

Sala Conferenze Palazzo Robellini, Piazza Levi 5 – ore 17

Info: Ufficio Cultura 0144.770272

Domenica 12

LIBRANDO – Mercatino del libro usato

Portici di Corso Bagni - dalle ore 8.30

Info: Ufficio Commercio 0144.770254

Sabato 18

CONCERTO AmaDuè. Tito Ciccarese, flauto – Pierluigi Di Tella, pianoforte .

IL FLAUTO MAGICO di W.A. Mozart

Sala Conferenze Hotel La Meridiana, Salita Duomo – ore 21 (ingresso libero)

Info: In collaborazione con la rassegna “Musica In Estate”. Ufficio Turismo 0144.770298

da Domenica 19 a Martedì 21

FIERA DI SANTA CATERINA

Centro Città: Mercato con bancarelle

Parco divertimenti in Piazza Don Dolermo

Info: Ufficio Commercio 0144.770254

Sabato 25

Inaugurazione 13ª EDIZIONE DI ACQUI & SAPORI – Mostra mercato delle tipicità enogastronomiche del territorio   

Piazza Addolorata– dalle ore 10 alle ore 22.

Sotto la tensostruttura riscaldata (ingresso libero):

  • ore 11,30: Show cooking con la Chef stellata Bruna Cane del Ristorante “I Caffi”

  • ore 16: Spettacolo dello storico personaggio di Gardaland: MAGO ALAN il Prestigiamatto

  • ore 21,30: RECITAL “TENCO 50. Vita, morte e canzoni di un cantautore” con Elena Buttiero (pianoforte, direzione musicale), Ferdinando Molteni (voce, narrazione , chitarra)

Info: www.comune.acquiterme.al.it    turismo@comuneacqui.com   Ufficio Turismo 0144.770274  0144.770298


In occasione della GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

NEANCHE CON UN FIORE.  Letture, balli, dimostrazione auto difesa e tanto altro

Con la partecipazione degli alunni dell’Istituto Parodi e dell’Istituto R.L. Montalcini, ASD Danza Acqui Terme, Budo Club, Croce Rossa Italiana

Piazza Bollente – dalle ore 16.00

Organizzazione e Info: Assessorato alle Politiche Sociali 0144.770293  0144.770257

 

Domenica 26

13ª MOSTRA REGIONALE DEL TARTUFO

Piazza Addolorata

  • dalle ore 10 apertura stand dei “trifolau” e Concorso “Trifula d’Aich”

  • ore 12,30 premiazione concorso “Trifula d’Aich”

  • ore 14.30 Gara ricerca tartufi presso i giardini pubblici di Corso Bagni

  • ore 16: Show cooking con lo Chef stellato Walter Ferretto del Ristorante “Il Cascinalenuovo”

  • ore 17.30: estrazione numeri vincenti della lotteria “Brindisi dell’amicizia” a cura dell’Associazione Comuni del Brachetto


13ª EDIZIONE DI ACQUI & SAPORI – Mostra mercato delle tipicità enogastronomiche del territorio   

Piazza Addolorata - dalle ore 9 alle ore 20

Info: www.comune.acquiterme.al.it    turismo@comuneacqui.com   Ufficio Turismo 0144.770274  0144.770298


MERCATINO DEGLI SGAIENTO’, mercatino dell’antiquariato, delle cose vecchie o usate

Corso Bagni – dalle 8.30 alle 19

Info: Ufficio Commercio 0144.770254

Giovedì 30

Spettacolo teatrale “E il mondo ancor m’offende” della Compagnia Teatrale La dritta via

Centro Congressi - ore 21. (ingresso € 8,00)

L’incasso sarà devoluto a favore del Centro Antiviolenza ME.DEA   di Alessandria

Organizzazione e info: Zonta Club - Alessandria



Mostre d'arte


 

Sabato 4 novembre – ore 16 INAUGURAZIONE:

“XXIII COLLECTIO” Mostra di filatelia, numismatica, Acqui d’epoca, hobbistica

Sala d’Arte di Palazzo Robellini, Piazza Levi 5

La mostra resterà aperta fino al 12 novembre con il seguente orario: tutti i giorni 10-12 / 16-19

 

 

 

Non si assumono responsabilità per

eventuali modifiche ai programmi o per variazioni di data.

 

Per informazioni:

Comune di Acqui Terme

 

Ufficio Turismo e Sport

Tel. 0144 770274 / 298

 

Ufficio Cultura e Pubblica Istruzione

Tel. 0144 770272


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